FRANCESCO AMATO

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Francesco ha da poco compiuto 50 anni ed è di Mestre.

Ha partecipato alla 5^ edizione di Masterchef, raggiungendo la 17^ posizione. Anche se uscito prematuramente, ha vinto un Invention test con tema "Il Tempo". E' riuscito a farsi apprezzare tra i fan del programma, per la sua umiltà e schiettezza.

Dice di sè:

Prima di partecipare a Masterchef ero impiegato nell’ufficio amministrazione di una piccola impresa qui a Mestre. Sono laureato in Scienze Statistiche, ma il lavoro che ho esercitato per tutta la vita non aveva nulla a che vedere con i miei studi. Così, cogliendo la palla al balzo per lo stravolgimento della mia vita familiare, mi sono detto che fosse giunto il momento di stravolgere anche la mia vita lavorativa.

Dopo la trasmissione ho lavorato per alcuni mesi alla sera e nei week end a fianco della bravissima chef Sara Maccioni. Mi sono molto divertito in qualche altra serata e qualche piccolo ingaggio in cucine professionali. Ho infine trovato il coraggio di lasciare il mio vecchio lavoro e ora mi sto impegnando per lanciarmi in attività tutte mie, naturalmente nel ramo culinario.

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LE DOMANDE COMUNI A TUTTI I CONCORRENTI:

1) Chi è, il concorrente delle 5 edizioni che più ti è piaciuto (come personaggio e come chef)?

Premetto, che naturalmente tralascio da questa classifica i concorrenti della mia edizione, tra quelli delle altre, ho apprezzato tantissimo Ilenia Bazzacco di MasterChef 1 per la grinta e la determinazione e… gli occhi, e poi Almo Bibolotti della terza edizione per l’estro, la simpatia e la tecnica. Il mio preferito assoluto però, come uomo prima ancora che come chef, è Ivan Iurato di MasterChef 2.

2) Chi secondo te, può vincere questa 6^ edizione?

Premetto, che nelle quattro edizioni che ho vissuto finora da spettatore, non ho mai indovinato il pronostico. Oggi da ex concorrente valuto le cose con un occhio diverso, pertanto, pur se non molto si è ancora visto delle reali abilità tecniche di tutti i concorrenti, mi sento di dire che secondo me Michele G. o Gloria possano essere validi candidati alla vittoria finale.

3) Con chi hai legato di più nella tua edizione?

Ricordo con piacere tutti i concorrenti della mia edizione. Un po’ per il mio carattere, un po’ probabilmente anche perché ho lasciato la competizione piuttosto presto, non ho mai avuto screzi “insanabili” con nessuno. Indubbiamente quelli con i quali avevo più affiatamento erano i componenti della “mia” squadra nell’esterna in Sardegna, con Andrea in particolare. Nel post-Masterchef si è consolidata poi una forte amicizia con Rubina e con Alice. Sono anche molto legato a Lucia e Marzia, per le quali nutro una grande stima e un grande affetto.

4) Sinceramente, pensi che la tua posizione sia stata giusta o meritavi di più (o anche meno...)?

Sinceramente penso che meritassi molto di più, per lo meno per le mie capacità culinarie. Però, mi rendo conto che il personaggio che mi hanno cucito addosso e che io mi sono lasciato cucire addosso non poteva durare tanto nello show.

5) Rifaresti l 'esperienza di Masterchef ?

Rifarei ogni anno l’esperienza di Masterchef. È stato un periodo meraviglioso, indimenticabile e temo irripetibile, fatto di emozioni forti, di passione pura, di divertimento assoluto e di eccitazione continua per il contesto da “show business” nel quale mi sono trovato catapultato.

6) Dopo Masterchef, la tua vita è rimasta uguale o è cambiata (in meglio o peggio)?

La mia vita era già cambiata drasticamente poche settimane prima che io intraprendessi l’avventura di Masterchef. Tutto quello che mi è successo dopo immagino in qualche misura sarebbe comunque accaduto. Pertanto la mia vita è sicuramente molto diversa ora da quella che ho vissuto fino a prima della trasmissione.

7) Qual'è l'esterna che ricordi con maggior piacere?

Devo dire che il mio più grande rammarico per essere stato eliminato così presto è proprio quello di aver perso l’occasione di partecipare alle successive prove in esterna. Nel corso della mia edizione si sono svolte prove fantastiche come quella presso il ranch di Valentino Rossi, per non dire della prova effettuata nella “mia” Venezia o di quella a Portovenere, località alla quale sono davvero molto profondamente legato. Comunque sono felice di aver preso parte alla prova in Sardegna, sicuramente bellissima, quasi unanimemente citata come la prova più indimenticabile da tutti i concorrenti della quinta edizione ed alla riuscita della quale credo, per il modo in cui la ho impostata e condotta, essendo capitano, di aver dato un significativo contributo. Di ciò vado profondamente orgoglioso.

8) Come hai fatto (se ci sei riuscito......) a mantenere il silenzio (con amici, parenti o conoscenti) nei mesi di attesa tra la partecipazione e la messa in onda del programma?

Non ci sono riuscito… Il fatto è che, mentre personalmente lo avevo comunicato esclusivamente ai parenti più prossimi, i miei figli, in particolare il più piccino, hanno faticato molto a trattenere il segreto con gli amici.

9) Secondo te.....sei stato trattato dalla produzione: 1)da concorrente di un concorso di cucina, 2) da concorrente del grande fratello 3) da attore inconsapevole

Ritengo che si possa dire in qualche misura che tutte e tre le opzioni siano valide. Sicuramente i piatti che ho preparato sono stati giudicati tecnicamente, ma non si può non convenire che gli autori tenessero “monitorati” i nostri comportamenti e le nostre reazioni anche al di fuori degli studi di registrazione, come non si può negare che mi sia stato cucito addosso un personaggio che richiedeva un certo “lavoro di recitazione”.

10) il tuo sogno nel cassetto......

Una scuola di cucina per bambini e/o un piccolo ristorantino a Lipari.

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Francesco con la chef Sara Maccioni

Ciro: Se e quanto ti ha dato fastidio essere pitturato come un "uomo tappeto", oscurando le tue qualità culinarie e non?

Naturalmente mi ha dato fastidio, e non poco, soprattutto perché non sono mai stato lo zerbino di nessuno né è giusto pensare alla mia ex moglie come ad un’arpia prepotente. Il punto è che da alcuni discorsi che mi erano stati fatti nel backstage già in occasione del live cooking (la prova per l’assegnazione del grembiule) avevo intuito che gli autori del programma volevano cucirmi addosso quel ruolo e io, non so se ho fatto bene, ho pensato valesse la pena di stare al gioco. In verità, dopo che ancora nella Masterclass Chef Cracco ha insistito un paio di volte su quel tema, in un confessionale io mi sfogai dicendo che era stato superato il segno e che non avrei tollerato oltre quel tipo di obiezione nei miei confronti. In sede di montaggio poi quel passaggio è stato tagliato e subito dopo poi sono stato eliminato… Però non credo che le mie qualità culinarie siano state offuscate da quel discorso, piuttosto sono state offuscate dalla mia precoce eliminazione. Da quel punto di vista mi rammarica solo che il piatto che mi è valso l’eliminazione non sia stato adeguatamente valutato. Vi assicuro che era un gran piatto e… il foie gras non era affatto crudo.

Maria: La figura dello zerbino, che ti è stata dipinta addosso durante la trasmissione,ti ha creato delle difficoltà dal punto di vista del tuo sogno lavorativo o coloro che hai incontrato ti hanno accolto ed apprezzato per quello che hai dimostrato?

No, devo dire che dal pubblico non ho mai avuto ritorni negativi su quel tema. Evidentemente, e ne sono davvero contento, nel poco che ho avuto modo di far vedere di me in onda sono riuscito a far passare la vera natura della mia persona che è sinceramente di ben altra qualità.

 

Fabio: Sei stato poco nella masterclass, senza neanche rischiare. Hai perso la seconda esterna da capitano! Scegliendo una squadra "amica". Hai scelto al pressure Rubina in coppia con te.....insomma....ripeteresti queste scelte?

Beh Fabio, già mettersi in gioco partecipando ad uno show televisivo è un bel rischio. Comunque guarda, ho vinto un Invention Test ed è una gran soddisfazione. Al Pressure ho scelto Rubina per due motivi: 1) prima di scegliere ho scorso con gli occhi tutti i concorrenti e ti assicuro che avevano davvero delle espressioni terrorizzate, al limite del crollo psicologico. Rubina mi è parsa quella più serena così ho ritenuto fosse più leale chiamare lei; 2) avevo la netta percezione di essere la vittima designata in partenza di quel Pressure, così mi sono detto che uscire contro chi pareva una delle più forti della Masterclass mi avrebbe fatto più onore. Per quanto riguarda la scelta della squadra “amica”, certamente è una scelta che rifarei. Alla base di quella scelta c’è un retroscena che forse non è risaltato tanto dal montaggio del programma. Il fatto è che l’esterna precedente, quella a Riccione, benché la mia squadra avesse vinto, mi aveva profondamente infastidito, perché si erano creati degli screzi tra i componenti della mia squadra davvero disgustosi, con rimbrotti, rimproveri e autocompiacimenti assolutamente fastidiosi da parte di alcuni. Per cui, nell’esterna successiva, potendo scegliere, mi sono detto che avrei voluto in primo luogo lavorare in armonia e possibilmente divertendomi. Infatti così è stato. Ero poi anche convinto che una squadra che lavora in armonia, con lo spirito non di primeggiare individualmente, ma di far primeggiare la squadra intera, avrebbe portato alla vittoria. Ne sono ancora assolutamente convinto. Lo sbaglio che ho fatto è stato quello di rivelare questo mio pensiero agli autori. Credo che la cosa fosse troppo destabilizzante per l’indirizzo che si vuole dare a quello show e che quindi quello spirito si sia voluto soffocare a priori.

Emanuele: Si vede subito che sei una gran persona! Ma non pensi, che per andare avanti in un programma del genere, serva più grinta e carattere?

Non solo ne sono convinto, ma l’ho anche dimostrato sulla mia pelle. Il fatto è che io ho vissuto lo spirito della gara in Masterchef in modo diciamo distorto. Per me era una gara contro me stesso e contro chi aveva visto così poche qualità in me. Non mi sono mai sentito in competizione con gli altri 19 concorrenti tanto da sbracciare per primeggiare senza badare a dove finissero le mie gomitate. E poi ho peccato di ingenuità e forse di poca modestia, nel senso che mi credevo più bravo di molti dei miei compagni e quindi ero sicuro che sarei andato più avanti nella gara, tanto da aver tempo di risvegliare il giusto spirito agonistico. E comunque non sono d’accordo sul fatto di non aver dimostrato di avere carattere. Pensa alle scelte che ho fatto al Pressure…

Barbara: Quale delle altre esterne ti sarebbe piaciuto affrontare?

Avrei adorato andare a Valencia. Naturalmente sarebbe stato per me fantastico fare l’esterna nella mia città, a Venezia. E infine sarei impazzito per andare a Portovenere, ho passato buona parte delle estati della mia gioventù lì nel Golfo dei Poeti, ne conservo dei ricordi meravigliosi, è un posto che mi rimarrà per sempre nel cuore…

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Giulia: Sinceramente, per te.....chi doveva vincere tra Erica e Alida?

Guarda Giulia, valutando solo la gara della finale, credo che nessuno di noi 20 che l’abbiamo vista “live” avesse dubbi sul fatto che dovesse vincere Alida. E non ho sbagliato a dire NOI 20, so per certo che anche Erica fosse convinta che, visti i piatti presentati, avrebbe vinto Alida. Ciò detto, non avendo assaggiato i piatti, non posso permettermi di azzardare giudizi oltre, né trovo corretto togliere nulla al merito di Erica.

Claudio:
L'esperienza di Masterchef è riuscita a dare quel senso di rivalsa col tuo quotidiano che sembrava stessi cercando quando hai fatto i provini? Prendi che col senno di poi avresti potuto azzardare di più per poter andare più avanti nel gioco?

Sicuramente sì. La mia vita prima di Masterchef era una vita davvero routinaria, tra ufficio e casa. Avevo bisogno di dimostrare, a me stesso prima che ad altri, di essere in grado di uscire da quella routine e di potermi comunque far apprezzare, e così è stato.

Silvana: Ciao Francesco ricordo che sei uscito presto, mi è sembrato che la cosa l'hai accettata .....sbaglio ?
Adesso che fai ? Lavori in cucina o hai ripreso la tua vita di prima ?

Mi rendo conto che può sembrare incomprensibile, ma io davvero ho affrontato il Pressure Test che mi è poi stato fatale con la massima serenità. Nel senso che sarei stato contento di uscire io piuttosto che chiunque altro dei componenti della squadra ai quali ero (e sono tuttora) profondamente affezionato. Comunque ho affrontato il Pressure con il massimo impegno e determinazione, non ho certo regalato nulla ai miei avversari in quella circostanza. E non voglio passare per ipocrita, comunque mi è bruciato tanto essere eliminato così presto.

Adesso ho lasciato il mio lavoro di impiegato e, dopo aver girato qualche cucina “professionale” per fare la giusta ed indispensabile esperienza, sto valutando diverse alternative, sempre nel ramo della cucina, anche se non necessariamente in quello della ristorazione. Per esempio una scuola di cucina o l’attività di personal chef.

Jey:
Cosa ne pensi di questa nuova stagione ? A me Gabriele Gatti ricorda molto te, come dolcezza e come simpatia..tu cosa ne pensi ?

Trovo questa nuova edizione in linea con le edizioni precedenti. In verità, visto anche il cambio di casa di produzione e visto anche la linea non troppo “trasparente” tenuta nelle valutazioni delle prove culinarie, mi sarei aspettato un cambio di rotta, una maggiore rilevanza data alle abilità culinarie dei concorrenti rispetto alle loro diverse personalità. Ma non pare proprio sia così, anzi…Per quanto riguarda la similitudine tra me e Gabriele che viene ripetutamente ribadita dai fan del programma, personalmente mi fa sorridere e mi fa piacere, spero altrettanto per Gabriele. Sicuramente la pacatezza ci accomuna e, ti ringrazio per dirlo Jey, evidentemente entrambi suscitiamo simpatia. A me pare però che Gabriele subisca un po’ più di me la tensione della gara e dell’esposizione all’occhio della telecamera.

Federica:  Sei d'accordo sul fatto, che Masterchef sia soprattutto uno spettacolo, dove il personaggio, spesso ha la meglio sul cuoco?

Sono assolutamente d’accordo con quanto affermi, l’unica cosa è quello “spesso” che scrivi tu, io lo toglierei proprio.

Tiziana: Una curiosità sul contratto che firmate....se puoi rispondere. Fino a quanto tempo dopo, l'uscita da masterchef, avete dei vincoli? E di che tipo?

Naturalmente i vincoli maggiori sono quelli che riguardano la riservatezza. Per quanto riguarda l’esito della gara nel suo complesso inteso, ossia non solo riguardo il nome del vincitore, bensì fin dall’inizio cioè dalla prova dei 150, quella che noi abbiamo fatto al porto fluviale di Cremona, compreso le locations delle prove in esterna, i vincoli ovviamente decadono con la fine della messa in onda del programma. Ci sono altri vincoli poi sull’utilizzo del marchio MasterChef e su tutte le nostre immagini ufficiali, cioè prese durante la registrazione del programma. Il contratto, per lo meno nelle sue clausole principali, ha la durata di un anno. Alcuni aspetti però, tipo la cessione alla casa di produzione dei diritti allo sfruttamento delle registrazioni in cui compariamo noi, hanno durata perenne.

Valeria: Dopo la tua partecipazione a Masterchef, hai avuto contatti con la tua ex moglie?

No.

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  • con Giovanni
  • con Daiana e Alice
  • con Lorenzo
  • con Andrea
  • con Rubina e Alice
  • con Marzia
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Grazie Francesco. Fabio