LUCA MANFE'

4° Masterchef U.S.A

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Vincitore nel settembre 2013, della 4^ edizione di Masterchef U.S.A

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Prima della finalissima contro Natasha Crnjac

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Luca Manfè nasce ad Aviano nel 1981.

Si trasferisce in America a circa 20 anni, in cerca del sogno americano!!

E il sogno si avvera!! Decide di partecipare alla versione U.S.A di Masterchef nel 2012....terza edizione....ma Gordon Ramsey lo boccia e rimanda a casa!! Luca, ci riprova l'anno successivo.....ed è trionfo! Porta a casa un assegno di 250 mila dollari, un libro e il titolo di 4° Masterchef U.S.A!!

Adesso, è uno chef, che porta in giro il suo talento!! Con il suo "Dinner with Luca"....viaggia negli States portando la sua cucina nelle case degli Americani! Inoltre, ha fondato "The Lucky Fig".....un "camion bar" a Houston (Texas), con il quale porta in giro le sue specialità, a base anche di alimenti italiani!

Ha scritto un libro di ricette: My Italian Kitchen

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Le domande by Fabio M.

Chi è tra Gordon, Joe e Graham il giudice con cui ti sei trovato meglio?

Sicuramente Chef Ramsey. Joe ed io avevamo sicuramente un rapporto particolare perché parlavamo in Italiano, tutti e due sia New Yorkesi che Friulani, ma sicuramente con Chef Ramsey c'era una sintonia particolare. Penso che abbiamo caratteri molto simili e si divertiva sempre a prendermi in giro.

Con Chef Graham invece non avevo un gran rapporto durante lo show, ma poi negli ultimi 2 anni abbiamo avuto modo di lavorare in alcuni progetti insieme e ho scoperto la sua vera personalità: molto alla mano e sempre pronto allo scherzo. 

Qual'è l'esterna che ricordi con maggior piacere?

Il campeggio! È stata una figata. Molto stancante perché Eddie ed io non abbiamo chiuso occhio sia per i coyote che ululavano a 100 metri da noi ma soprattutto perché non potevo spegnere il fuoco anche perché faceva un freddo becco, ma anche perché avevamo bisogno del fuoco vivace di prima mattina perché dovevamo cucinare. 

Poi per me che non ero mai andato in campeggio in vita mia è stato un bel battesimo! 

Con chi hai legato di più nella tua edizione?

Bri. Eravamo in fila l'uno vicino all'altra ai provini e ci siamo salutati con la promessa di rivederci a LA per lo show vero e così è stato. È stato importante avere una persona amica alla quale potersi confidare e scambiate opinione. Poi ci siamo aiutati tanto anche mentre cucinavamo! 

Rifaresti l’esperienza di Masterchef  U.S.A?

Domani! 
 

Dopo Masterchef, la tua vita è rimasta uguale o è cambiata (in meglio o peggio)?

La mia vita è decisamente cambiata in meglio. Ero soddisfatto della mia vita anche prima di MC, ma sicuramente le cose sono cambiate e si sono aperte molte possibilità. 

Come hai fatto (se ci sei riuscito......) a mantenere il silenzio (con amici, parenti o conoscenti) nei mesi di attesa tra la partecipazione e la messa in onda del programma?

È stato bellissimo! Nessuno pensava avessi vinto ed è stato facile nascondere la verità. Mentre andava in onda la mia stagione lavoravo come cameriere da Giovanni Rana a NYC quindi nessuno se lo aspettava neanche i miei colleghi di lavoro! 

Quale differenze noti, tra l’edizione Italiana e quella U.S.A?

Ci sono parecchie differenze, soprattutto la preparazione dei concorrenti. In Italia ogni regione ha un bagaglio enorme di ingredienti, ricette e diverse preparazioni. Molti di noi sono cresciuti in case dove mamme e nonne hanno sempre cucinato. In America invece, anche se molti pensano che non ci sia la cultura del cibo, ci sono influenze da tutte le parti del mondo, quindi qualcuno che cresce con la passione della cucina ha la possibilità di esplorare molti diversi tipi di cucina. 

Sei stato scartato nella 3^ edizione…..eri sicuro di poter entrare?

Sicuro al 100% non lo sono mai stato, ma ero molto più consapevole delle mie possibilità. Poi già alla seconda puntata sembrava mi stessero per mandare a casa, quindi non ho mai dato nulla per scontato. 

Hai mai seguito Masterchef Italia? Quale concorrente hai più apprezzato?

Purtroppo non ho seguito molto le edizioni Italiane anche perché Sky rende molto difficile la visione per qualcuno che è all’estero. 
 

Il tuo sogno nel cassetto......?

Il mio sogno nel cassetto è di avere una bella famiglia con 4 figli felici ed in salute ed avere un lavoro che mi permetta di avere una vita serena. Ho appena lanciato il mio primo business con il food truck ed abbiamo un pò di progetti per quest’anno e gli anni avvenire. Un giorno vorrei essere titolare di un restaurant group, ma un passo alla volta. 

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LE DOMANDE DEL GRUPPO MASTERCHEF ITALIA

Lorenzo Giussani e Veronica Zammatteo:

Complimenti innanzi tutto... poi vorrei sapere perché proprio negli USA ha raggiunto il massimo riconoscimento al concorso e non in Italia?

 

Io ho lasciato l’Italia ormai 12 anni fa quindi non credo si possano paragonare le due realtà. Di certo possiamo dire che dopo la mia vittoria in America, non c’è stato alcun interesse da parte di televisioni e media italiani - a parte qualche intervista - nel farmi partecipe di programmi o cose del genere. 

Alla fine, forse, in Italia sono uno dei tanti, invece in America e soprattutto su Masterchef USA mi sono distinto per la mia personalità ed il mio accento ‘maccheronico” quindi ero più ‘one of a kind’. 

Maurizio Sammarco:

Volevo sapere se, con la materia prima che trovi negli States, similare a quella italiana, riesci lo stesso ad ottenere ottimi piatti?

Certo! l’America ha molti prodotti da offrire, l’importante è sempre usare prodotti stagionali, quando hanno il massimo del sapore!
 

Luca Martignoni:

Come ti senti ad essere l'unico uomo  ad aver vinto Masterchef nelle 6 stagioni finora andate in onda, battendo non una ma altre 2 donne nelle finali? Il montaggio di Masterchef crea personaggi antipatici ma Natasha o Krissi  lo erano veramente o  serviva solo per fare audience?

È sicuramente motivo di orgoglio! Unico uomo e unico non-americano ad aver vinto la competizione! Dico sempre che il montaggio senz’altro aiuta a rendere il programma interessante altrimenti non lo guarderebbe nessuno,ma gli autori non ti dicono mai di dire certe cose o di comportarti in una certa maniera, quindi per rispondere alla tua domanda, certi personaggi sono in televisione esattamente come sono in ‘real life’. Anzi ti dirò di più, la televisione gli rende anche un pochino più simpatici! E questo può valere anche per me! 
 

De stefanis Roberto:

Segui o hai seguito nelle passate edizioni Masterchef italia? Se la risposta e' sì, quali sono secondo te le differenze tra il programma Americano e quello Italiano?

Non ho seguito molto le edizioni Italiane, ma credo che la differenza principale sia la preparazione dei concorrenti perché noi Italiani abbiamo un bagaglio di conoscenza per lo più dovuto alla regione dove siamo cresciuti, invece in America, non avendo una vera cucina, hanno influenze da tutte le parti del mondo. 
 

Arturo Sclavi:

Credi  che  gli  autodidatti siano  piu'  o  meno  creativi  di chi  ha  fatto  la  scuola professionale….?

Credo che la creatività non abbia neanche a che vedere con la scuola. Un’artista nasce tale. Sicuramente la scuola ti da le basi ed insegna tecniche importanti, ma non credo che Chefs come Chef Cracco o Chef Cedroni abbiano imparato a mettere il rognone con i ricci di mare o ’ho scritto t’amo sulla sabbia’ a scuola. Sono doti innate che distinguono un grande Chef da un cuoco comune. 


 

Ciro Borriello:

Cosa facevate quando non si registrava?  Come si comportavano i giudici nei vostri confronti? Anche nell'edizione Americana.....le puntate vengono registrate molti mesi prima della messa in onda?

Le puntate vengono registrare molti mesi prima. I giudici sono stati sempre molto gentili e cordiali con noi, ma li vedevamo solo in studio quando si registrava. 

Passavamo molte ore in attesa di rientrare in studio senza far niente e l’unica cosa che si poteva fare era leggere i libri di cucina che avevamo a disposizione e devo dire che è stato molto utile per imparare nuove tecniche e prendere spunto da tanti altri Chef. 

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Laura Vecoli:

Ciao Luca come è stato lavorare con Gordon Ramsay?

Chef Gordon Ramsey è un gran figo! Molto solare, energetico con una personalità contagiosa. È stato un piacere lavorare con lui e mi ha insegnato moltissime cose!
 

Gigi Elef:

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo per i suoi grandi piatti tradizionali . Quali consigli pratici ti sentiresti di dare ai piccoli e medi ristoratori italiani per proporre una cucina al passo con i tempi , che si basi sulle tradizioni ma che si evolva contemporaneamente ?

Bisogna esplorare sempre le altre cucine e capire quali ingredienti e tecniche si possono integrare alla nostra cucina. È importante leggere molto libri di cucina e andare a mangiare in ristoranti interessanti. Tutto aiuta ad aumentare il proprio bagaglio. Io personalmente negli ultimi 2 anni ho comprato più di 50 libri di cucina 
 

Marino Valerio:

Mentre scrivo la domanda, sto guardando la puntata in cui hai vinto, mi chiedo: Come si fa a presentare un dessert mettendo insieme ingredienti come, basilico e pomodori! Lo avevi già in mente o hai improvvisato in quel momento?

Avevo mangiato una panna cotta al basilico una volta, servita con delle fragole. Chef Ramsey aveva sottolineato che per il menu della finale dovevano pensare ad un menu coerenti che ci rappresentasse. 

Ho preso gli ingredienti principi della cucina italiana ed gli ho tramutati in un dessert. Più facile di quello che sembra. 

Chiaramente abbiamo avuto tempo di pensare al  menu nelle settimane prima della finale perché quando rimani in 5 o 6 inizi veramente a sognare di portarti il titolo a casa. Gli altri due piatti li avevo in mente già da molto tempo, il dolce invece l’ho deciso due giorni prima perché volevo andare con una meringa ripiena di chocolate mousse, ma poi c’ho dormito sopra ed ho deciso di andare con la pannacotta al basilico, che tra l’altro non avevo mai fatto prima. Un rischio che alla fine ha pagato! 
 

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Lorenzo Piredda:

Quali sono stati gli ostacoli principali nella tua partecipazione a MC USA? Per ostacoli intendo magari un diverso trattamento dagli altri partecipanti perché italiano, o da parte della redazione.. o se il fatto di essere italiano ha pregiudicato il fatto di farsi 'amare' dal pubblico statunitense.

A dire il vero nessun ostacolo. È sempre stato un vantaggio per me essere Italiano, non solo su Masterchef, ma anche nella vita di tutti i giorni! 
 

Marco Ussaro Brambilla

Ti eri proposto e ti hanno rifiutato la prima volta, cosa hai fatto nell'anno successivo per far cambiare parere ai giudici;

Sei andato in crisi con il risotto e Joe te lo ha fatto presente, quale è stato il tuo stato d'animo dopo averlo fatto così male tanto da rischiare l’eliminazione?

Ho lavorato sodo per un anno intero per prepararmi alla competizione. Ho studiato quasi tutti i giorni cercando di migliorare le mie lacune. Quel risotto è stato un bel casino ed è stato molto imbarazzante. 

Il giorno dopo ero tristissimo e Chef Ramsey mi è venuto vicino e mi ha preso in disparte e mi ha detto di lasciar perdere quello che è successo ieri e di guardare avanti. E' stata un bella carica di energia positiva! 


 

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LE DOMANDE DEI CONCORRENTI DI MASTERCHEF ITALIA

Almo Bibolotti (finalista 3^ stagione Masterchef Italia)

Quando mi chiami per organizzare una cena a 4 mani a New York?

Grande Almo!!! Ma vivo a Houston adesso!
 

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Giovanni Gaetani: (concorrente 5^ stagione Masterchef Italia)

Cosa pensano gli americani dell'accento italiano e più in generale degli italiani? E poi qual'è il gap tra le due edizioni di MC, USA e IT, anche se è difficile valutare….

Molto difficile da valutare le due edizioni. Alla gente piace l’accento italiano e ci prendono in giro molto scherzosamente. Negli ultimi anni l’opinione sugli italiani e l’Italia in generale sono cambiate molto. Eravamo il  bel paese con molte ma molte cose molto positive, adesso scandali ed economia disastrosa non ci stanno facendo una bella pubblicità. 

In ogni caso negli occhi di tutti rimaniamo sempre uno dei paesi più belli del mondo con la cucina migliore al mondo!
 

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Chiara Zanotti: (concorrente 4^ stagione Masterchef Italia)

I prodotti della tradizione, il legame con le tue origini friulane che nomini spesso ti hanno portato la fortuna meritata; con un papà di Valvasone, la tua città natale di Aviano, vicino Budonia……nella tua cucina, nella tua tradizione che posto hanno uno dei prodotti del sottobosco, eccellenza della tua terra d’origine che è stata la mia america tempo fà..…i funghi e qual’è, la collocazione e l’importanza che dai a questo prodotto della terra?

I funghi sono uno degli ingredienti che amo di più. Quando arriva l’autunno gli introduco sempre nei miei menu. Quando vivevo a New York andavo a nozze perché c’erano sempre molte varietà e prezzi abbastanza bassi. 

Qua in Texas invece, non essendo territorio favorevole ai funghi, si trovano sempre molti tipi di funghi,ma mai a chilometro zero. Arrivano sempre dall’Oregon, da Washington State o dalle California quindi i prezzi sono abbastanza alti. 

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Stefano Callegaro: (Vincitore 4^ stagione Masterchef Italia)

Caro Luca ciao...sono Stefano Callegaro, con l'occasione di trasferirti tutta la mia stima, volevo chiederti quanto è stato difficile durante la tua gara,coniugare e tradurre il tuo stile italiano di cucina rimanendo così fedele ai dettami della nostra gastronomia e al contempo riuscire a renderla così credibile alle abitudini americane..., personalmente credo tu abbia trovato un'alchimia perfetta, che è  stata di grande ispirazione anche per me.

Ciao Stefano! Complimenti per la tua vittoria! Diciamo che il mio stile di cucina rispecchia molto chi sono e come sono cresciuto. Sono qua in America dal 2003 e quindi molte abitudini americane, bene o male, sono diventate anche le mie, quindi per me diventa facile incorporare ingredienti magari più tipici americani con cucine classiche italiane!

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Luca con Emanuela Tabasso.....prima Masterchef junior italiana!!

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Grazie Luca!!  Fabio M.